situazioni sotto vetro di amy leonard.
could anybody tell to indie guest something about amy leonard?
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situazioni sotto vetro di amy leonard.
could anybody tell to indie guest something about amy leonard?
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a berlino, evol costruisce palazzi che pesano 30 grammi.
via white space
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dalla ricchissima produzione di mini scenari di kendal murray.
come sempre, grazie xmas.
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scene di drammatica quotidianità si sviluppano in una collezione di mini sfere di vetro, di quelle che si capovolgono per veder cadere neve al loro interno. così il duo walter martin/paloma muñoz esplora e rappresenta un piccolo mondo in un esercizio quasi terapeutico, che combina la drammaticità all’ironia.
in collezioni più recenti, le sfere di vetro sono sostituite da mini palcoscenici panoramici e a sviluppo verticale.
related: pingmag (in una lunga intervista)
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i volatili di mui-ling teh. nel suo calendario 2010.
qui altri micro origami.
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piccole case di bambole e altri vecchi giocattoli recuperati e coperti di polvere, quella che viene normalmente raccolta dall’aspirapolvere. e al via una collezione, dust houses, prodotta da maria a. lopez semplificando la struttura delle piccole abitazioni e ricoprendone la superficie con uno strato compatto e monocramatico di…sporcizia.
avvicinandosi si scorgono, mano mano, i dettagli della polvere, testimone del tempo che è passato.
related: the mus musculus domesticus project
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le attività quotidiane di un minuscolo popolo di plastica.

via bunnylicious
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strano titolo per questo post.
niente paura, seguendo le parole risulta tutto più chiaro.
ecco un osservatorio (il titolo della creazione è The lookout) posto nell’angolo di uno spazio espositivo e fatto dalle scaglie della vernice (o calce) grattata dai muri stessi.


oscar santillan (ecuador)

via acidolatte
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a giudicare dall’autore, quella dei dirimpettai è la più significativa (letteralmente la più grande…per così dire) esterna che ha progettato.
quando io stessa l’ho scovata e ho capito il concept di slinkachu, ne sono rimasta rapita.
slinkachu ha da tempo seminato le sue miniature (little people) un po’ ovunque, mettendo in scena una tenera e varia quotidianità.
miniature adesso raccolte anche in un libro.



il ventinovenne inglese è di ritorno dal fame festival (a grottaglie, vicino casa mia) in provincia di brindisi. una bella iniziativa che annualmente, per tre mesi, coinvolge artisti del mondo nella produzione di street art, ben nutriti (come dice l’artista stesso) dall’ottima cucina locale.


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akiko ida e pier javelle. insieme, minimiam: fotografie di un universo dalle proporzioni invertite, che gira intorno agli alimenti.




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