Archive
July, 2010 Monthly archive

indie guest va in vacanza. see you in september!
nel frattempo, ecco qualcosa di interessante per tenerti compagnia:

- i magnifici collage di stoffa di jessica bell (via design for mankind)

- { Cushionized sofa by Christiane Hoegner } (via bloesem)


- come fare: una lampada da un bidone firmata vaho

- vintage jewellry by jody lions

- gli accessori bandaDerodadura dalla gomma delle bici.

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un negozio? di più, un laboratorio di barcellona dove hanno idee ben chiare:

- giving trash a second chance
- when imperfection is a symbol of perfection
- if its not a unique piece, is not from Vaho
- we are crazy although not alone
it is essential to get cooperation from many institutions, museums, city councils and private companies, led by people that believe in our work and that bet on innovation and sustainability.
vaho

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situazioni sotto vetro di amy leonard.
could anybody tell to indie guest something about amy leonard?

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I hope that my clothing makes a woman to feel nostalgic, as well as protected with a soft touch that characterises, willowy, feminine side of her.
le collezioni di hidenobu yasui

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mnmur, upcycling design – ingredienti: old bike tubes, two young designers, hard work.

patrizia scoffone – oggettistica in legno e tanta ironia. tutto imperfetto, come qualsiasi cosa fatta a mano.

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‘Questo lo conserviamo… potrebbe servire!’.
Era la filosofia delle nostre nonne, quelle che non buttavano mai via niente perché magari, un giorno, quella cosa sarebbe potuta tornare utile. così vecchi lenzuoli troppo lisi diventavano strofinacci, il maglione logoro si scuciva e con la lana si faceva una sciarpa, anche il nastro dei regali si recuperava per cucire all’uncinetto un resistente sottopentola. ogni cassetto era una miniera di ciarpame, ma al momento giusto c’era sempre l’oggetto adatto da riutilizzare. le nostre nonne lo facevano perché erano cresciute in tempi difficili, quando non era semplice avere cose nuove e ogni oggetto andava trattato con cura e parsimonia perché durasse più possibile e, anche quando fosse cessato il suo primo uso, potesse essere sempre usato per farne qualcos’altro.

oggi ci ritroviamo a rivalutare questa filosofia per motivi esattamente opposti: abbiamo una così grande disponibilità di oggetti nuovi, monouso e a basso costo, che non riutilizziamo più nulla, trovandoci giorno dopo giorno sommersi da montagne di rifiuti! l’emergenza legata al loro smaltimento ci mette davanti ad una questione vitale: occorre un radicale cambiamento di prospettiva, iniziando a progettare secondo i criteri dell’eco-design. …

si tratta di cercare un rapporto nuovo con gli oggetti, imparando a separarli dalla loro funzione principale e ad osservarli per le loro potenzialità materiche, formali, tattili, percettive.

è così che un giorno un vecchio copertone è diventato un’altalena.”

il libro:
design del riuso.
quando un problema diventa una soluzione.

alcuni oggetti di riuso

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