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June, 2009 Monthly archive

una grande lampada da parete, che fa parte di una ristretta collezione: 7PCS, del designer tedesco jens siekmann.
ogni motivo è riprodotto a mano in sette esemplari.

tnx, jens!

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…e io faccio la doccia!

via my right brain

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è per gli accessori.
già vista attraverso quelli più sexy, del laboratorio carta da zucchero, qui è presente con altri materiali dagli sviluppi molto interessanti: la gomma e le zip.
il risultato? ricercatezza e originalità per borse, gioielli e molto altro.

flickr, blog, etsy

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sei mesi di rifiuti domestici, una coppia di gabbiani morti et voilà: l’autoritratto prende forma raffigurando la coppia di artisti in una pausa con sigaretta e vino.

la spazzatura e la luce in particolari angolazioni sono, da diversi anni, i media alla base dell’arte della coppia tim noble-sue webster. oltre al materiale da discarica non mancano quelli prodotti da demolizioni, rottami metallici saldati, animali imbalsamati. come nelle figure che seguono.

via

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eleonora luca e riccardo finotello, ex allievi dell’accademia di brera, oggi sono mumble e mumble. il loro è un laboratorio, nonchè uno showroom nel quale riprogettano e rinvigoriscono gli ambienti.
e lo fanno con successo lavorando la resina e producendo complementi d’arredo dalle forme assolutamente essenziali ma dal forte impatto cromatico. tra le tante soluzioni del duo spiccano quelle nelle quali la resina si unisce ad altri materiali (come ferro e legno) o ad oggetti apparentemente distanti da essa (ad esempio del fogliame): baumaus.

un’altra ancor più fortunata applicazione della resina è mumblex ,l’evoluzione di flexint, la resina flessibile della gobbetto.
mumblex è il tessuto resinato morbido, atossico, flessibile ed estremamente plasmabile, per creare superfici gommose, come tappeti o pavimenti, o per rivestire le poltrone.
è disponibile anche a metratura, dalla superficie liscia, in rilievo, lucida, opaca e con effetti di trasparenza.
qui, un video che mostra la lavorazione della resina in laboratorio.

e ancora, “la resina diventa un oggetto da indossare” nella linea madamadoresina. tanti coloratissimi accessori mai uguali.

(via casa facile)

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piccoli abitanti degli anelli di don moti passeggiano in bici, salgono scale, si incontrano tra le panchine.

via creativadoration

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clay font: non è una novità, infatti è nato l’anno scorso ad opera del pluripremiato designer giulio iacchetti, ma lo ritengo un esperimento davvero interessante.
dalla affascinante necessità di scoprire o creare nuovi alfabeti, attreaverso un laboratorio che ha interessato la nuova accademia di belle arti di torino, nato dal lettering effettuato sui mattoni forati, l’alfabeto in questione è pura sperimentazione. e ben riuscita direi.

“Il lavoro svolto con MUNLAB Ecomuseo dell’Argilla di Cambiano era parte de Eco e Narciso, il programma di arte pubblica della Provincia di Torino, dedicato quest’anno al Design e inserito nel calendario delle manifestazioni organizzate in occasione di Torino World Design Capital 2008.” (fonte naba design, il sito dell’accademia).
e ancora: “Clay Font ha un’originalità intrinseca e quella derivante dalle modalità di utilizzo.
Il progetto è stato infatti ceduto gratuitamente ed è a disposizione dell’ecomuseo per continuare la sperimentazione e procedere alla produzione dell’alfabeto, o di semplici utanti affascinati dalla qualità grafica del progetto.
La condivisione di esperienze di ricerca e lavoro con i colleghi e un approccio democratico al design accrescono le ragioni che fanno apprezzare questo progettista sempre capace di sorprendere.”
altre cose interessanti su iacchetti, come i suoi oggetti disobbedienti, su design & style.

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