da gumdesign, un fortunato studio in quel di viareggio, piacevoli accessori per grandi e piccini.
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da gumdesign, un fortunato studio in quel di viareggio, piacevoli accessori per grandi e piccini.
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sono tante, versatili e belle. sono le b.bags di lora bange: borse, borselli, portamonete, trousse, fatte con materiali di riciclo.
il tocco distintivo è spesso quel pezzo di stoffa spiegazzato e poi cucito sul fronte che ora ricorda una rosa, ora dà un tocco di colore, ora si fa collage.
related:
poppytalk
l’intera collezione
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piccole case di bambole e altri vecchi giocattoli recuperati e coperti di polvere, quella che viene normalmente raccolta dall’aspirapolvere. e al via una collezione, dust houses, prodotta da maria a. lopez semplificando la struttura delle piccole abitazioni e ricoprendone la superficie con uno strato compatto e monocramatico di…sporcizia.
avvicinandosi si scorgono, mano mano, i dettagli della polvere, testimone del tempo che è passato.
related: the mus musculus domesticus project
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matt brown, un designer americano attualmente in italia (genova) e le sue divagazioni (spesso solo pura sperimentazione), che interessano il futuro del cibo.
e inoltre, tanti progetti curiosi come la stampante per la pasta, o i praticissimi quaderni con le righe oblique.
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baptiste debombourg, arte e architettura. ma anche tanta pazienza nel creare da zero un ritratto come quello in queste foto, servendosi dei punti da cucitrice.
related: loudreams
via craftzine
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morteza zahedi, artista iraniano che espone in personali e collettive per il mondo, avvalendosi di carta di varie consistenze e altri materiali (ad esempio i chiodi). gli accostamenti sembrano liberi e rivelano figure umane e animali attraverso uno stile ingenuo.
giorni fa ho acquistato una sua piccola pubblicazione sulla rivista un sedicesimo, di corraini.
related:
un sedicesimo
corraini
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le attività quotidiane di un minuscolo popolo di plastica.

via bunnylicious
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“Furniture frames are constructed by hand with hard wood, dowelled joints and hand carved mahogany legs. The fabrics used are woven English damasks and shot silver and gold satins with Swarovski rose crystal and pearl detailing.
Each piece is unique and a testament to the nature of couture craftsmanship.”
squint, a londra.
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ispirata da manga e anime e in parte dalle bambole kokeshi, i personaggi disegnati da michela muserra (mia compaesana) sono anatomicamente ipertrofici, graziosi, carini e vulnerabili.
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un designer giapponese che fa delle scarpe una wearable art, ricercando in esse le forme e i colori di piante e animali (…ma anche un po’ di tutto ciò che lo circonda).
nei link che seguono, allargherai di gran lunga il tuo concetto di calzature.
related:
il catalogo;
la linea artistica basata su animali e piante;
wearable artblog.
thanks tetsuya, for your e-mail.
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dove vanno a finire, i resti di computer non più in uso?
nel migliore dei casi vengono riciclati. talvolta con…effetti sorprendenti.
non saranno il massimo del comfort, ma questi boxer di emiko oye sono un’ottima trovata per la gioia degli entusiasti informatici.
related:
inhabitat;
ecouterre (con altri fashion accessoires);
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“les queues de sardines, an unconventional and unique graphic style for your legs with a pinch of narrative humor.
the result will be a choice of elegant and unusual models that will dress up your legs with an unusual stylish and elegant pattern. screen-printed by hand in limited quantities, these rare and exclusive articles will never go unnoticed.”

puoi acquistarle anche online e in italia.


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somewhere city è una collezione di personaggi di fantasia, perfetti per i bimbi (e non solo) nata dalla collaborazione tra il MoMA ed il designer goran lelas.
questi personaggi si possono smontare e ricomporre mescolando più pezzi e reinventandoli ogni volta.
attenzione: lascia un commento a questo post, e potrai partecipare all’estrazione (a cura della kami, che li distribuisce) di uno dei giocosi personaggi somewhere city.
attention please: leave a reply in this post and you can win (by kami) one of these playful creature!

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proprio così: queste sono uova di quaglia giapponese. plastificate e rivestite al loro interno da una foglia d’oro, rivelano un ‘cuore’ caldamente illuminato.

e perchè no? ciglia al guinzaglio, fatte da veri capelli, si accompagnano a qualche lacrima fatta da perline di fiume.
wearables, una curiosa collezione firmata stephanie simek.
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è di cachemire e una volta era un piccolo cardigan.
una simpatica idea per ridare vita a vecchi pullover, con la particolarità delle orecchiette, create semplicemente. attorcigliando gli angoli del berretto con gli avanzi di lana.

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recipe look, un grazioso blog che raccoglie ricette scansionate e inviate dai lettori dopo averle spiegate con carta, matita, colori (o software di grafica).

ecco le istruzioni e, qui sotto, l’occorrente.
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“Nei vari mercati dove si presenta porta materiali naturali (lana cardata colorata con acrilici e colori naturali) e singolari perle di feltro ricamate con cotone o seta pura”
silvia presti, figlia della già nota artista tessile agostina zwilling, ci presenta la sua collezione di accessori nei quali è riconoscibile quell’abilità innata, propria di una figlia d’arte. bravabrava.
feltjou@gmail.com


grazie, per avermi contattata.
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da un’attenta ricerca insieme alla mamma che precede un riuso creativo di accessori vintage provenienti dalle bancherelle dei mercatini di antiquariato di tutta Italia, nasce lady m., il brand della giovanissima marianna amidei che impreziosisce i nostri capi con una collezione di cerchietti fatti di bottoni, spille, pizzi d’epoca, nastri, fiocchi, piume… tutti unicamente dal sapore retrò.


nel suo laboratorio si accumulano da anni tesori e rarità di ogni tipo e si assemblano a mano i preziosi cerchietti lady m.
complimenti e grazie per avermi scritto!
related: wait! mag
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